The Slap in the Face
By Zan
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Pioveva a dirotto. Goccioloni di pioggia grossi come ciliege
battevano sui vetri dell'auto come se volessero infrangerli in mille pezzi. Solo
quando arrivarono davanti al palazzo in cui abitava Shinya, la pioggia si fece
meno fitta, quasi volesse loro permettere di non bagnarsi troppo durante il
breve tragitto dall'auto al portone.
Dopo una piccola discussione, decisero
di salire in ascensore, perché Die e Toshiya non avevano la più pallida voglia
di fare le scale, ed entrarono nell'appartamento. Il silenzio, la solitudine,
l'ordine maniacale in cui i mobili e i vari oggetti erano disposti,
rispecchiavano perfettamente il carattere solitario, taciturno e ordinato di
Shinya.
"Certo che questo posto fa venire l'angoscia..." si lamentò Die,
dandosi un'occhiata intorno, con aria riluttante. Tutto quell'ordine, per un
tipo distratto e casinista come lui, era soffocante e profondamente
repressivo.
"Guarda qui, tutto in ordine... questa casa fa venire sempre
voglia di fare un po' di confusione, eh signor Maniaco Perfettino?"
"Guai a
te se provi a toccare qualcosa..." cercò di minacciarlo Shinya, conoscendo
benissimo le sue intenzioni, ma, ignorandolo completamente, Die si avvicinò alla
libreria e cominciò a toccare tutti gli oggetti che vi erano posati e a
scombussolarne l'ordine.
"Finiscila, Die!" gli gridò Shinya
inutilmente.
"Vuoi smetterla?!"
Nonostante le grida dell'amico, Die non
volle saperne di piantarla. Stuzzicare Shinya costituiva il suo passatempo
preferito e non avrebbe smesso se la voce ferma e autorevolmente calma di Kaoru
non fosse intervenuta.
"Ehi, a proposito, Shinya... dov'è quel
mostricciattolo di cane?" chiese allora.
"Satsuki lo avrà portato a fare un
giro..."
"Satsuki? Oh... e chi sarebbe questa Satsuki?"
"E' una ragazza
che si occupa del cane quando non ci sono..."
"E dimmi, com'è? E'
carina?"
"Uffa..."
"E dai, Shinya! Ti ho solo chiesto se è
carina!"
"Sì... bho, che vuoi che me ne importi?!"
D'un tratto la porta
d'ingresso dell'appartamento si aprì e nella stanza comparve una ragazza dai
lunghi capelli neri, con indosso un maglioncino leggero e dei jeans
aderentissimi. Subito tutti le posarono gli occhi addosso, meravigliati di
vedere una donna entrare in modo così disinvolto in casa di Shinya.
Non
appena si accorse della loro presenza, la ragazza rimase intimorita e perplessa
a guardare quei loschi figuri dai capelli tinti, che sembravano quasi dei
teppisti. I suoi occhi nerissimi si posarono su ognuno di loro e si bloccarono,
leggermente impauriti, sui piercing di Kyo, che, a sua volta, la fissava con uno
sguardo che avrebbe potuto benissimo essere simile a quello di un vero e proprio
criminale. Allora si voltò verso Shinya e lo salutò, cercando di mostrargli un
sorriso distorto.
"Credevo che saresti tornato più tardi..." gli disse,
mentre il cane di Shinya entrava nella stanza e si metteva a gironzolare tra i
piedi di Kaoru, che si chinò ad accarezzarlo.
"Avevamo da discutere di una
cosa e così..."
"Oh, allora non voglio disturbarvi..." disse e fece per
andarsene.
"Ma quanta fretta... vuoi già andartene?" la fermò Die, con
l'intenzione di provarci.
"Veramente io..."
"Dai rimani un po', non ti
mangiamo mica!"
"Bhe, ma voi avete da discutere e io..."
"Ma dai! Per
discutere c'è un sacco di tempo! Ah, a proposito... ti chiami Satsuki,
vero?"
"Sì, ma tu come..."
"Eh, Shinya ci ha parlato di
te..."
"Davvero?" Satsuki si voltò incredula verso Shinya, che stava
arrossendo dalla vergogna, e, guardando Die disse: "Comunque, io non posso
fermarmi... devo..."
"Oh, c'è per caso la mammina che ti aspetta?" la prese
in giro Die, provocando anche qualche risatina da parte di Toshiya, mentre
Kaoru, Kyo e Shinya li guardavano, scuotendo la testa.
A quella frase,
l'espressione imbarazzata e intimorita di Satsuki mutò
improvvisamente.
"Ehi... mi prendi in giro, forse?!" gli sussurrò
infuriata.
"Oh-oh, si sta scaldando... che caratterino!" rispose Die,
continuando a ridacchiare con Toshiya.
"Senti sottospecie di galletto con la
cresta tinta, se..."
Le fragorose risa di Kyo, Kaoru e Toshiya interruppero
ciò che Satsuki stava per dire a Die.
"UAAAH!AAH AAH! Come l'ha
chiamato?"
"UAAAH AAH AH AH AH! Galletto con la cresta tinta...questa è
troppo bella!"
"AAAH AH AH AH!"
Satsuki rimase senza parole a guardare
quegli strani tipi che si spellicciavano dalle risate per una stupidaggine detta
senza nemmeno pensarci su. Si volse verso Shinya, che scuoteva la testa e le
faceva cenno di non fare caso ai suoi amici. Poi, lanciò una rapida occhiata,
quasi dispiaciuta, a Die, ma vide che stava sorridendo anche lui. Incredula e
senza parole, continuò a guardare quel gruppo così imprevedibilmente strambo,
finchè il sorriso non sfiorò anche le sue labbra.
All'improvviso, però, Die
scivolò al suo fianco e, passandole una mano intorno alla vita, le sussurrò
nell'orecchio: "Mi piacciono le ragazze che sanno farsi
rispettare..."
L'imbarazzo e l'irritazione di Satsuki le dipinsero il volto
di un leggero rossore, spingendola a rispondere: " A me, invece, non piacciono
affatto i ragazzi che si prendono troppa confidenza!" e, detto questo, gli mollò
un indimenticabile ceffone sulla guancia.
Il forte rumore di quello schiaffò
fece zittire ogni risata. Tutti presero a fissare, increduli, la ragazza, che
imbarazzatissima, cominciò ad indietreggiare e ad agitarsi.
"Io... io..."
cercò di dire qualcosa, ma si interruppe e fuggì via, in fretta, senza nemmeno
salutare Shinya, lasciando persino la porta dell'appartamento
spalancata.
Dopo qualche attimo di silenzio, Kyo iniziò a dar voce ai suoi
commenti: "Che ceffone... ti ha fatto male, Die?"
Die non rispose, sembrava
sconvolto. Si teneva la mano sulla guancia arrossata, e fissava ancora gli occhi
nella direzione in cui Satsuki era fuggita. Shinya, dopo essersi assentato un
attimo, tornò con del ghiaccio e, senza dire una parola, lo porse a Die, che non
si mosse nemmeno di un millimetro per prenderlo.
"Bhe, se l'è voluta..."
disse Kaouru, mentre Toshiya aveva ripreso a ridacchiare.
"Ti fa male, Die?
Ehi, ti ho chiesto se ti fa male!" ripeté Kyo con insistenza, accostandosi
all'amico.
"Quella ragazza..." fece Die, all'improvviso, fissando sempre nel
vuoto.
"Non avrà intenzione di vendicarsi?!"
"Incredibile... ma è rimasto
scioccato?" chiese Kaoru.
"Lei.."
"Mi sa di sì! Dite che gli ci vorrà uno
strizzacervelli per riprendersi?"
"Lei..."
"Può darsi... Mamma mia,
guardate... i suoi occhi fanno paura...non l'ho mai visto così!" rispose
Toshiya, sogghignando.
"E state un po' zitti! Sentiamo cos'ha da dire!" li
zittì Shinya.
Ci fu qualche attimo di silenzio. Tutti aspettavano, curiosi e
preoccupati, le parole di Die.
"Eh sì... mi piace quella ragazza!" confessò
allora Die, sorridendo, dopo essersi ripreso dallo "shock", mentre gli altri
rimasero per un breve momento impietriti dalla sorpresa.
"Bhe, che vi prende?
Vi siete incantati? Non dovevamo discutere di quella faccenda di Yoshiki?" disse
poi.
"Ma sentitelo! Adesso fa finta di pensare a Yoshiki!"
"Ok, ho capito,
per oggi non se ne fa niente!"
"Già, è meglio se ne parliamo
domani..."
"Come sarebbe?!" chiese Die.
"Ah, torniamocene a
casa..."
"Ehi, dove diavolo state andando?"
"Ciao Die... ci si vede
domani!"
"Che significa?"
Die guardò Shinya, l'unico rimasto, che lo
fissava taciturno, invitandolo con lo sguardo ad andarsene insieme agli altri.
Lui raccolse l'invito, ma si fermò sulla soglia della porta per dire: "Senti...
non è che per caso hai il numero di telefono di quella Satsuki?"
Shinya prese
dal divano un cuscino e, contrariamente alla sua indole calma e pacifica, lo
scagliò sull'amico.
"Sparisci!" gli gridò, e Die non se lo fece ripetere due
volte.
FINE