Unknown... Despair... A Lost...
By Geo
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Attenzione: i contenuti di questa fanfiction sono esplicitamente yaoi, quindi se certe cose ti disgustano sei invitato a non leggerla.
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Io e Kaoru siamo sempre stati insieme. È da davvero molto
tempo, più di quanto io possa ricordare.
Bè… a dire il vero non so con
esattezza quanto sia. Un giorno mi sono svegliato il ospedale, e lui era al mio
fianco con gli occhi gonfi dal pianto. Mi ha baciato, era una sensazione
familiare. Non ricordo molto da prima di allora.
A quanto pare sono caduto
dalle scale e ho battuto la testa, perdendo parte della mia memoria. Ricordo i
miei genitori, i miei compagni di scuola, tutte le note delle nostre canzoni. Le
ragazze che ho avuto sono sparite, invece. Tutti i “dati” riguardanti le
relazioni affettive sono stai cancellati.
Anche nella band qualcosa è
cambiato. Non ricordavo assolutamente la sensazione che si prova stando su un
palco, circondato da fans che cantano la tua canzone, per esempio. È una
sensazione di gioia, commozione e melanconia che ti riempie e si impossessa
completamente di te. La prima volta non sono neanche riuscito a contenermi,
scoppiando a piangere nell’ombra dello stage.
Non ricordavo il mio vero nome,
Toshimasa. Per me, io sono Toshiya. Hara Toshiya è il mio vero nome, e ancora
oggi provo una strana sensazione guadando i miei dati sulla carta d’identità o
sulla patente, quando un vigile me la chiede (perché ho scordato come si
guida).
Non mi ricordo di Shinya, il nostro batterista. È davvero
incredibile. Nei primi giorno successivi al mio incidente era come incontrarlo
per la prima volta, mille volte. Non riuscivo a memorizzare il suo viso. Ogni
volta che ci provavo la testa mi scoppiava, e ogni volta che lo incontravo era
sempre la stessa storia. “Chi sei tu?”
Lui sorrideva tristemente, e
sussurrava “Sono Shinya.” .
E così, io mi ricordavo di lui come se qualcuno
me ne avesse parlato in continuazione, ma non avessi mai visto il suo
volto.
Ora però è un problema quasi superato. A volte mi devo trattenere dal
chiamarlo Shinya-san, perché per me è poco più di un estraneo. Però mi
dispiace.… vederlo triste per questo…
Anche Die sembra cambiato. Me lo
ricordavo diverso (come se la mia memoria fosse affidabile…), ora si comporta
come se mi dovesse qualcosa! Ho addirittura avuto il sospetto che fosse stato
lui a spingermi giù dalle scale!
Kyo è rimasto quello di sempre per me.
Purtroppo ricordo tutto, tutte le figuracce fatte insieme, tutte le volte che mi
ha battuto a Street Fighter, e tutte le volte che mi ha trascinato in giro a
mangiare cibi strani, come il lecca lecca alle cavallette. E tutte le serate a
bere e parlare di un certo “Lui” che non ricordo.
Tornando a Kaoru, sono
felice con lui. È iperprotettivo,ma fa di tutto per proteggermi. Nonostante
l’aria da figo che sfoggia in giro, è dolce, gentile, mi fa morire dal ridere.
Mi trovo bene, incredibilmente bene. Tutto ciò è così incredibile che ho paura
che la mia felicità scoppi come una bolla di sapone, lasciandomi nudo e bagnato
in mezzo a una strada buia. Forse anche l’assurda gelosia che ho sviluppato nei
suoi confronti è una conseguenza della paura di essere tradito e lasciato solo.
Però, riguardando il mio passato, nessun mi ha mai tradito, almeno in
amore.
Kaoru affronta tutto questo con il sorriso sulle labbra. Quanto mi
piace. È il mio KaoKao.
Tuttavia ultimamente è successo qualcosa di
brutto. Lo stavo baciando leggermente sulla bocca, per salutarlo prima di uscire
dall’appartamento che dividiamo, e improvvisamente i miei occhi si sono riempiti
di lacrime. Senza ragione, le mie labbra si sono mosse da sole, pronunciando una
frase che non concepisco come possa essere stata mia.
“Scusami, ma per me
esiste solo lui…”
La sua faccia aveva cambiato completamente espressione,
e continuava a farlo. Leggevo nei suoi occhi dolore, tristezza, rabbia, paura.
Quei sentimenti continuavano ad alternarsi sul suo volto, spaventandomi. Poi mi
ha sorriso, mi ha salutato e ha chiuso la porta di casa. Sentii il suo corpo
strusciare giù contro la porta, fino a raggiungere il pavimento.
+ + +
Quella mattina mi svegliai presto e persi completamente il
sonno. Kaoru dormiva nudo di fianco a me. Doveva essere stanco, aveva lavorato
fino a tardi la sera prima, e durante la notte ci avevo pensato io a
distruggerlo… mi alzai, mi lavai, indossai qualcosa. Feci un giro per la casa,
cercando qualcosa di poco rumoroso da fare, ma non trovai niente. Questo è il
brutto di non avere un hobby che non siano dei rumorosissimi anime pieni di
robot giganti da battaglia o pesantissima musica rock.
Scrissi un biglietto a
KaoKao e uscii, guidando faticosamente verso lo studio dove avremmo fatto le
prove quella mattina. Ridacchio ripensando a Kaoru che dice che non dovrei più
usare la macchina. Abito a Tokyo! Come farei senza?
Arrivai lì quattro ore
prima dell’appuntamento.
Accesi tutte le luci, e una figura si sporse dal
divano allarmata. Due occhi neri mi guardarono da sotto una massa di capelli
arruffati, tra il castano chiaro e l’arancione.
“Ah, ciao Toshiya.” Disse
dopo aver messo a fuoco. “Mi hai spaventato.”
Ero io a essere spaventato,
pensai e sorrisi. Ah, era Shinya.
“Ciao. Cosa ci fai già qui?” Camminai fino
al suo divano e mi sedetti. Lui aveva una faccia così assonnata, che pensai mi
sarebbe crollato addosso. Solo allora notai il minuscolo cagnolino che teneva in
braccio.
“Waaah!! Cos’è quello??” Era così carino che non riuscii a
contenermi. Un chiuaua!!!
“È il mio nuovo cane, l’ho appena preso. Ti
piace?”
“Si!! È carinissimo!! Posso tenerlo?”
Lui me lo porse sorridendo.
Il cagnolino si svegliò appena lo toccai e agitò la sua minuscola coda,
sollevando la testa contro la mia mano perché lo accarezzassi.
“Come si
chiama?”
Shinya abbassò la testa, e socchiuse gli occhi. Si vedeva
chiaramente che la sua espressione assonnata di poco prima era stata rimpiazzata
da un’espressione triste.
“…Miyu…”
// “Shinya… sei così carino che non
sembri neanche un ragazzo!”
“Oh, smettila Dai!!”
“Dico sul serio! Sembri
una bellissima ragazza!”
“La prenderò per un complimento”
“Ma lo
è!”
“Tieni le mani a posto!!”
“Eheh, non ti chiamerei neanche
Shinya..!”
“Ah, si? E come mi chiameresti?”
“Miyu. È un nome molto più
femminile.”
*Pchu*
“SCEMO! E non approfittare della mia distrazione per
baciarmi!”
“Aahahahah”
“Non ridere!! Ti odio!!!”
“Mmh..io ti amo
invece.”
“…anche..anche io…”//
Stavo giocando a farmi leccare la
faccia dal cucciolo, pensando come sarebbe se il padrone fosse più espansivo,
come la bestiolina… quando Shinya mise una mano sulla mia guancia e mi girò la
faccia verso la sua. Si avvicinò così tanto che mi chiesi “cosa diavolo vuole
fare questo??”
Temevo mi avrebbe baciato, invece si limitò a guardarmi fisso
negli occhi. Ero tremendamente in imbarazzo, mentre mi scrutava in profondità.
Certo, lui era molto più disinvolto nei miei confronti, perché era come se mi
conoscesse da più tempo…
“Toshiya…”
“U..uh?”
“Davvero tu… hai
dimenticato tutto?”
“Si… certo!”
“Giuralo.”
“Lo giuro! Ma cos’hai, sei
strano!”
“Sei tu che sei strano!”
Alzò il tono della voce, tremando
leggermente, e rimosse con un gesto secco la mano dalla mia guancia. Il
cagnolino emise un piccolo guaito e corse ad accucciarsi sul suo
grembo.
“Dimenticarsi tutto da un giorno all’altro… lasciare tutto così in
sospeso… Daisuke dice che tutto si è risolto, ma così è ancora più
doloroso...”
Intravidi una lacrima, appena prima che Shinya bisbigliasse uno
“scusami” e si alzò, raccogliendo la sua borsa e lasciando velocemente lo studio
con il cane in braccio.
Rimasi pietrificato. C’era qualcosa che dovevo
sapere?
Cosa avevo dimenticato di tanto importante?
Dove avevo già visto
quell’espressione sul suo volto?
Era… seduto sul letto, nudo. Si copriva
con un lenzuolo macchiato di sangue.
Qualcuno mi afferrava con forza il
braccio. Ero angosciato, arrabbiato. Volevo piangere e
urlare.
“TOSHIMASA!!”
La testa mi scoppiava. Caddi sdraiato sul divano
e svenni.
Quando mi svegliai, c’era Kaoru di fianco a me. Come la mattina
in cui la mia vita sentimentale ricominciò da
capo.
“Totchi!”
“..Kao?”
“Ero preoccupato, non ti svegliavi più!”
La sua espressione era quella di un bambino che trova un passerotto morto. Ero
improvvisamente stufo di essere trattato così. Okay, non ricordavo più poche
cose di poco conto, ero uscito da poco dall’ospedale… ma sapevo benissimo badare
a me stesso.
“Scusa..”
Mi abbracciò forte. “Non devi scusarti.” Mi guardò
negli occhi. Ci risiamo, pensai.
“Cosa c’è?”
Distolsi lo sguardo. “Niente…
ho solo rivisto un ricordo strano…”
Lui si staccò leggermente da me, quasi
impaurito. “Cosa hai ricordato?”
Sorrisi, ero sicuro che mi avrebbe
considerato un idiota se gli avessi raccontato quell’immagine
equivoca.
“Promettimi di non ridere…”
“Promesso.” Il suo volto si rilassò.
Cominciavo a sospettare che Kaoru non volesse che la mia memoria si rifacesse
strada nella mia vita. Forse godeva ad essere il mio unico punto di riferimento,
più dei miei genitori che erano tornati a Nagano subito dopo la mia dimissione
dall’ospedale. Più di Kyo che su era trovato una ragazza e si faceva sentire
sempre meno.
“Ho visto Shinya…” Cominciai con indecisione. Lui mi guardava
con anticipazione.
“e?”
“Bè, era nudo, su un letto. Si copriva con un
lenzuolo… io facevo per andarmene… ma qualcuno mi afferrava per un braccio
chiamandomi Toshimasa…” Il mio mal di testa riaffiorava mentre richiamavo alla
memoria quelle immagini. Fui costretto a coprirmi gli occhi con il palmo della
mano. Per fortuna non vidi la faccia allarmata di Kaoru. La scorsi solo per un
istante. Prima che lui scoppiasse in una falsissima risata nervosa. Era sempre
stato un pessimo attore.
Lo guardai stralunato. Poi incrociai le braccia e
misi il broncio. “Ecco! Lo sapevo che avresti riso!”
“Ma tu mi racconti i
tuoi sogni spinti…con un altro!!”
“Non era un sogno spinto!!”
“Sono
geloso.” Mi abbracciò.
“Ma figurati!”
“So che il nostro Shinya è carino…
ma sognare lui invece che me…”
“Ti giuro che non sto scherzando..!” Perchè
non mi prendeva mai sul serio? Mi stava portando all’esasperazione. Sminuiva il
mio ricordo come se fosse stato un sogno. Ma allora perché le sensazioni che
ricordavo erano così vere? La rabbia che provavo era pura, quanto il dolore che
sembrava aprirmi il petto in due.
“Allora vuol dire che hai avuto una
relazione con Shinya in passato di ci non sapevo niente…” Raggiunse le mie
labbra e mi spinse giù sul divano. Aveva vinto lui, come al solito.
Cosa
c’era di così importante che non dovevo sapere?
+ + +
Qualche
giorno dopo l’incidente di Shinya, mi ritrovai da solo in camerino con Die.
Insieme a noi c’era solo il nostro sfigatissimo manager e un paio di sarte,
stavamo provando i costumi per un’imminente servizio fotografico. Kyo e Kaoru li
avrebbero provati dopo, Shinya era appena andato a casa. Quel “sogno” aveva
continuato a perseguitarmi da allora.
Non so perché, ma guardando la schiena
nuda di Die provavo una certa nostalgia… forse somigliava a quella di Kaoru? No,
era diverso.
Lui incrociò il mio sguardo, guardandomi con la solita faccia da
cane bastonato che aveva in quei giorni, capace di farmi salire i nervi a fior
di pelle ogni dannata volta.
Gli sorrisi.
Lui mi sorrise.
Continuammo a
provare i vestiti.
Lo trovai fuori dal camerino ad aspettarmi. “Hey”, mi
disse. Gli risposi a tono.
“È tanto che noi due non andiamo fuori a bere
qualcosa. Ti va?”
“Die… sono le tre del pomeriggio!”
“Appunto.
Caffè?”
Scoppiai a ridere. “Mi dispiace, devo fare una cosa. E poi credi che
io abbocchi con un solo caffè? Come minimo una birra!” Mi girai e feci per
andarmene.
Lui fece un paio di passi e mi raggiunse, camminando con me per il
corridoio piastrellato.
“Sei un alcolizzato..!”
“Uh uh, senti chi
parla.”
Stavo bene con lui, mi divertivo. Forse potevo chiedergli quella
cosa…
“Die…”
“Si?”
“So che suona come una domanda stupida ma… tu… sai
dirmi cosa ho dimenticato, di così importante?”
“Cosa intendi?” Lui si fermò,
costringendo anche me a fermarmi.
“Sono Kaoru e Shinya… è come se ci fosse
qualcosa che dovrei ricordare, ma loro non vogliono… o ne hanno paura…”
la
sua espressione diventò grave. Ma cosa diavolo succedeva a tutti? Cosa ero, un
alieno? Gli ricordavo ogni volta di essere un alieno mutante venuto dallo spazio
profondo?? Perché tutti cambiavano espressione quando gli parlavo di questo?!
Anche Kyo!
Tutto ciò mi faceva imbestialire. Vivevo nell’ignoranza di
qualcosa di apparentemente terribile. Cosa avevo fatto, avevo corso nudo per
Shibuya??
Estremamente innervosito, bofonchiai un “lascia perdere, dimentica
quello che ho detto.” E allungai il passo verso l’uscita.
E accadde
qualcosa di assurdo. Lui mi prese con forza il braccio. Conoscevo quella
stretta. Era la stessa che mi ero ricordato. Ebbi un impulso fortissimo di
liberarmene. Lui mi lasciò procedere per qualche metro e urlò il mio nome. Non
quello che credevo che fosse il mio nome. Il mio vero
nome.
“TOSHIMASA!”
Ancora adesso non so se lo avesse fatto apposta
o no. So solo che le mie ginocchia cedettero, costringendomi ad appoggiarmi al
muro. Davanti ai miei occhi spalancati mi appariva una scena, come se fosse un
film visto in prima persona. Un film così reale.
Ero a casa di Kaoru. Gli
stavo spiegando come volevo modificare una canzone, mentre lui cucinava del
pollo al curry per entrambi. Il telefono squillò, Kaoru mise il viva voce per
poter continuare a cucinare mentre parlava. Era Die. Ricordo che il mio cuore
ebbe un sussulto quando lo sentii parlare, e non dissi nulla per continuare ad
ascoltare la sua voce ad occhi chiusi. Lo amavo da morire. Sorridevo al solo
ricordare la sua faccia. In quel periodo, stavo cominciando a pensare
addirittura di trasferirmi da lui.
Poi una voce si fece strada nella mia
testa, coprendo quella di Die dall’apparecchio. Era la voce di Shinya. Si
sentiva in lontananza. Diceva “Dai…cosa stai facendo? Io ho sonno, voglio
dormire…”
Kaoru fece cadere il cucchiaio con cui stava cucinando e mi guardò
con gli occhi spalancati. Si avvicinò al ricevitore, sfoggiando un tremolante un
sorriso incredulo.
“Die… che stai facendo? Era… Shinya quello”
Io mi
aspettavo che Die scoppiasse a ridere e schiamazzasse qualcosa come “No! Shinya
sta scherzando!” il mio cuore stava cercando di sfondare le pareti della mia
cassa toracica come un pipistrello in gabbia. Continuavo a ripetermi “Dillo!
Dillo che stavi scherzando!”
Invece dal telefono proveniva solo
silenzio.
Poi, come un fulmine, poche parole pronunciate a bassa voce mi
fecero alzare correre via. Non capivo più nulla, giravo per l’ingresso di Kaoru
cercando freneticamente le mie scarpe. Le lacrime scendevano copiose dai miei
occhi, sapevo che non le avrei mai trovate anche perché ormai non vedevo più
nulla. Ma continuavo comunque a cercarle, e continuavo comunque a piangere senza
emettere il minimo suono.
Aveva davvero detto “Non dirlo a
Toshiya…”??
Kaoru corse fuori dalla cucina cercò di fermarmi. Io non gli
davo retta. Volevo solo essere già a casa di Die, e trovarli lì a giocare a
monopoli in salotto.
“Toshiya!! Fermati!!”
Forse le mie scarpe erano sotto
il divano.
“FERMATI!”
Mi spinse sul divano e mi costrinse a sedermi e
guardarlo negli occhi.
“Cosa credi di risolvere andando lì! Stai con me,
Toshiya! Ti prego… è un bastardo! Ti amo! Io ti amo molto più di lui!”
Non
avevo la forza per dirlo, ma pensai “No, non è un bastardo! Non è possibile,
dai! È solo un brutto scherzo! È un brutto sogno!”
Poi Kaoru mi baciò. Fu un
bacio a schiocco leggero e veloce.
Io ero così passivo che non rimasi neanche
sorpreso.
Lo allontanai gentilmente e sorrisi, per quanto le lacrime me lo
permettessero. Misi a nudo i miei sentimenti.
“Scusami, ma per me esiste
solo lui.”
Kaoru si sedette sul pavimento e mi lasciò andare. Non avevo
tempo di preoccuparmi per lui. Trovai le scarpe all’ingresso e me le infilai
velocemente, catapultandomi fuori e in strada.
Quando arrivai lì suonai
il campanello. Non usai la copia della chiave che avevo. Speravo che Die aprisse
subito, vestito dalla testa ai piedi, e mi sorridesse.
Invece, dopo cinque
minuti che suonavo, mi aprì in accappatoio. Appena vide che ero io, e lo stato
in cui ero, sbiancò completamente.
Non avevo neanche più bisogno di una
scusa, a quel punto. Lo superai con una spallata e mi diressi velocemente verso
la camera da letto, allontanandolo con forza ogni volta che si avvicinava per
fermarmi.
E lì c’era Shinya. Nudo. Si copriva con un lenzuolo sporco di
sangue. Hai cosa c’è, Die… hai finito la crema?
Mi guardava spaventato e
triste.
Io lo ero il doppio. Il mio intero corpo tremava, volevo solo
picchiare a sangue quel bastardo che mi teneva il braccio e mi chiamava con il
mio nome. Come per svegliarmi. Chissà che faccia avevo, e per quanto ero rimasto
a guardare il cane con cui quello stronzo del mio ragazzo aveva appena
scopato.
“TOSHIMASA!”
Gli tirai un pugno, così forte che sia la mia mano
che il mio polso andarono in frantumi. Ma non sentii il dolore fisico, quello
psichico era forte abbastanza da coprirlo.
Volevo uscire, e anche
velocemente. Presi le scale, che erano le più vicine alla porta di
casa.
Qui finiscono i miei ricordi dimenticati.
La pellicola che era
stata rinchiusa nella cantina della mia mente.
Non avrei voluto rivivere
questo un’altra volta.
Quando tornai in me ero afflosciato per terra, con Die
che mi reggeva.
Non mi doveva toccare. Lo spinsi via e mi alzai. Lui mi
chiamò, disse qualcosa riguardo al fatto che mi amava, di perdonarlo, parlò di
Shinya forse. Ma non lo ascoltai. Non mi girai nemmeno verso di lui.
Dissi
solo tre parole, “Dimenticati di me.”
Lui si zittì. Pochi secondo dopo ero
in macchina, pochi minuti dopo ero parcheggiato davanti a casa di Kyo. Solo con
me stesso.
Quel figlio di puttana. Anche Shinya, non avrei più voluto vedere
la sua faccia, per paura di saltargli al collo e strozzarlo. Forse anche lui era
una vittima di Die. Era per questo che l’avevo dimenticato?
Avrei preferito
non ricordare niente. Continuare a vivere felice con Kaoru, quello stesso Kaoru
che aveva continuato a ingannarmi dolcemente.
Anche lui era stato un
bastardo. Aveva USATO la mia perdita di memoria. Mi aveva fatto suo con una
bugia. E io, da idiota, ci avevo creduto. Anche se in fondo ero stato bene. Ero
così felice, quando non sapevo nulla.
Non potevo scordarmi tutto di nuovo… e
tornare a vivere felicemente?
FINE